Storia

Il Premio Marzotto non ha fallito il suo scopo: difendere l'ingegno, sollecitare le forze intellettualistiche del Paese a produrre nel campo della cultura; indurre i contemporanei a pensare che ogni nostro giorno deve essere dedicato alla solidità morale del nostro domani

("La Voce Adriatica", 28 settembre 1953, J.D.B.)


 

Filosofia

Ugo Spirito, Premio Marzotto 1953

Luigi Stefanini, Premio Marzotto 1953

Rodolfo Mondolfo, Premio Marzotto 1959

UGO SPIRITO

Ugo Spirito proveniva dalla scuola di Giovanni Gentile. Acuto scrutatore del pensiero moderno, comprende che il rinnovamento deve partire dalle leggi: considera la possibilità di reinterpretare la storia del diritto penale italiano. Dalla filosofia, tenta rapide incursioni sulla pratica: politica ed economia restano per lui in rapporto di causa ad effetto. Dal 1934 ebbe cattedre di insegnamento in diverse Università tra cui Pisa, Messina, Genova e Roma. Alla Sapienza di Roma fu ordinario di Filosofia teoretica. Rinomati erano i suoi pomeriggi di discussione del giovedì, tre ore di discussione serrata su un problema filosofico. In quegli anni pubblicava opere particolarmente connesse a quei giovedì. La vita come ricerca e La vita come arte sono i titolo di due suoi volumi. Scrisse Cattolicesimo e Comunismo e l'autobiografica Vita di un Incosciente. Dopo la morte è stata costituita la Fondazione Ugo Spirito. Vinse il Premio Marzotto per la Filosofia nel 1953.

LUIGI STEFANINI

Stefanini ottiene la libera docenza di pedagogia nel 1925. Per cinque anni, dal 1931 al 1936, insegna all'Università di Padova e nel 1936 vince la cattedra di filosofia teoretica all'Università di Messina. Dal 1937 insegna alla cattedra di pedagogia di Padova. Professore ordinario, nel 1940 lascia la cattedra di pedagogia per passare a quella di storia della filosofia, di estetica e di pedagogia presso l'Università di Venezia. Nel campo teoretico i suoi studi si sviluppano principalmente attorno alle problematiche estetiche, gli studi storico-filosofici spaziano dal periodo medievale a quello moderno e contemporaneo. Il suo esistenzialismo non si riduce a filosofia del momento. Lo stacco è non tanto tra filosofia del passato e filosofia del presente, quanto tra modo di considerarsi nell'esistenza ieri e oggi. Membro dei consigli direttivi della Società filosofica italiana e del Centro Studi filosofici di Gallarate, ha fondato la Rivista di estetica. Vinse il Premio Marzotto per la Filosofia nel 1953.

RODOLFO MONDOLFO

Si laurea in Lettere e Filosofia. Insegna Storia della filosofia all'Università di Torino, nel 1914 all'Università di Bologna. Ha collaborato con la rivista Critica Sociale fino alla sua soppressione dal regime fascista. Per l'inasprirsi dei controlli del regime, nell'impossibilità di proseguire gli studi sulla dottrina marxista, si dedica allo studio del pensiero filosofico greco. Nel 1939 per le leggi razziali fasciste si trasferisce in Argentina, con un incarico presso l'Università di Còrdoba, poi a Tucumàn e infine a Buenos Aires. Nel 1956 gli fu conferita dal governo italiano la medaglia al miglior italiano in Argentina. Per le sue opere ebbe nel 1949 dall'Accademia dei Lincei il Premio nazionale Einaudi e nel 1952 dal governo greco la decorazione dell'ordine del Phenix. Vinse il Premio Marzotto per la Filosofia nel 1959 con l'opera La comprensione del soggetto umano nell'antichità classica, con cui ha posto il coronamento alla sua infaticabile attività di indagatore del pensiero classico e dei problemi che esso poneva alla filosofia contemporanea.